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Oggi, ricorre l'anniversario della morte di Giancarlo Siano ucciso dalla camorra, 22 anni fa, perche' stava facendo "bene" il suo lavoro: "Il Giornalista!"
 
 Giancarlo Siano - Ucciso dalla Camorra perche' stava facendo il giornalista "vero!"

Oggi, 22 anni fa, veniva ucciso dalla camorra al Vomero, quartiere alto di Napoli, Giancarlo Siani, giornalista "vero" del Il Mattimo di Napoli, perche' stava svolgendo solo il suo lavoro, quello di colui che scrive ed informa, e lo stava facendo fin troppo bene ed e' per quello che fu ammazzato, nella sua auto ...
Un giorno come altri, su al Vomero, quartiere collinare di Napoli, il traffico era come al solito congestionato, i negozi erano aperti e la vita scorreva come sempre in un giorno qualunque di un posto qualunque se non fosse per un particolare ...
quel giorno, come tanti per molti, sarebbe stato l'ultimo per un giovane promettende giornalista del Il Mattino di Napoli, Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra perche' stava indagando su qualcosa di molto pericoloso, un mostro che faceva paura, forse per molti che si limitano a fare il minimo sindacale e vogliono tornare a casa la sera, ma non per Giancarlo, che il giornalista lo sapeva fare molto bene e lo interpretava cosi' come dovrebbe essere fatto, e cioe',  scrivere la verita' per informare e far sapere a tutti anche quello che in molti non vorrebbero che si venisse a sapere.
Siani, era da tempo intorno al mondo satellitare di Valentino Gionta, boss del clan di Torre Annunziata, che aveva sposato l'alleanza contro la N.C.O. di Raffaele Cutolo, ma, in particolare in quegli ultimi tempi Giancarlo stava anche ficcando il naso in una faccenda grossa, che avrebbe fatto paura a molti e che avrebbe tolto anche il sonno solo al pensiero di metterci bocca; lui giornalista vero, stava iniziando ad indagare sui fiumi di danaro provenienti da Roma per il post-terremoto dell'irpinia che aveva demolito e raso al suolo molti comuni campani in special modo dell'area dell'Avellinese dove infatti, Siani, stava iniziando a mettere insieme i tasselli che portavano ad una max-corruzzione nel mondo politico, legato a quello degli appalti taroccati a favore della camorra, e quello per Giancarlo fu una vera e propria condanna a morte annunciata senza che nessuna parte delle istituzioni, malate e corrotte della campania e di Roma che non fecero niente per proteggere e usare le notizie che Siani stava raccogliendo per far pulizia e portare all'ordine la giustizia, mentre invece le cose andarono diversamente, purtroppo ...
[Picture: Giancarlo Siani siede ancora alla guida della sua auto mentre gli hanno appena sparato]
Ora, senza stare qui a fare retorica, o scrivere pagine di storia che ormai si sanno, per chi fosse interessato vi rimando a questo link che trovo molto ben scritto ed esaudiente sui fatti di cronaca di quel giorno insieme ad un ottimo documentario che descrive gli ultimi momenti di Giancarlo e anche gli attimi che seguirono al suo assasinio, entra QUI
Come sentirete dal documentario, sembra che Giancarlo stesse facendo i salti mortali per avere dei biglietti del concerto di Vasco Rossi che si sarebbe tenuto quella sera, nel complesso del palazzetto dello sport di Fuorigrotta durante l'annuale evento della festa dell'Unita' che si stava tenendo in quei giorni proprio nello spazio antistante ed alle spalle del palazzetto.
Io il biglietto lo trovai, anzi, essendo poco piu' che un quindicenne, fu mio padre a trovarmelo, visto che lui attivista politico del Partito Comunista, era uno che lavorava alla festa dell'Unita', come volontario logicamente, come del resto la maggior parte visto che poi son venuto a sapere che anche tra di loro, i comunisti, c'erano quelli che ci credevano come ideale e qualcun altro che invece ci credeva in "un altro modo", mio padre apparteneva alla prima categoria, e visto la sua posizione nel partito, non fece molto fatica ad avere un biglietto per il concerto di Vasco, che a parte il fatto che era il mio primo concerto, ma era anche, ed lo e' ancora oggi, il concerto, guarda caso, del mio cantante preferito.
Il palazzetto era una bolgia, una grande nuvola di fumo di canne e di qualsiasi cosa potesse sballare, raccontera' in seguito mio padre, che quel giorno era di servizio d'ordine, che entro' giusto per un attimo per assestare che la situazione fosse sotto controllo che una nuvola tossica di "spinelli lo investi' tanto che rimase anche lui per un po' sotto effetto del fumo ...
Vasco, erano i tempi che Vasco rappresentava lo sballo fatto uomo, cadde anche sul palco mentre cantava tanto che era fatto di coca, alchol e di tutte le canne che gli venivano lanciate e che lui le raccoglieva e se le fumava mentre cantava, mentreall stesso tempo il suo chitarrista aveva ancora il braccio che gli sanguinava per una iniezione di eroina, forse, comunque, mentre Giancarlo sconsolato se ne tornava a casa quella sera e mentre io ero al posto che lui avrebbe desidederato tanto esserci, un commando, lo aspettava, forse lo stavano anche seguendo da tempo. Ora, lascio alla cronaca i fatti concitati dell'assasinio, tornando al quello che dicevo, mentre io mi godevo il concerto che Giancarlo sognava, i sigari dei Nuvoletta lo freddavano sparandogli nella sua auto, proprio su al Vomero, perche' lui aveva attribuito al clan nuvoletta la cattura del boss Gionta, ma, come sentirete dal documentario, molte domande restano oscure e non ben delineate perche' la verita' e che Giancarlo Siani, se ben ufficialmente fu senteziato a morte dal clan Nuvoletta, la verita' e che invece era quello a cui lui stava indagando, i malaffari tra politica e crimnalita' organizzata che gli costo' la vita perche' fanno piu' male le parole battute su di una macchina da scivere che mille pallottole!
Oggi, a Giancarlo Siani sono dedicate nomi di strade, di piazze, al suo nome sono decicati premi, fondazioni mentre a me resta il ricordo di quel concerto a cui lui voleva assolutamente non mancare oltre che la vita che da allora ho continuato a vivere, mentre, la sua vita e durata solo ventisei anni!
R.I.P. Caro Giancarlo, tu giornalista vero, oggi vivi in noi che come te non abbiamo paura di scrivere e di informare tutti su tutto e che non abbiamo, come te, neanche paura di morire!
[Articolo a cura di Kairo, Grazie!]

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